Torre Caligo, Jesolo Paese

[TORNA]

Tipologia: sito archeologico
grado di tutela: tutelato in base al D. Lgs. 42/2004

Dell’antica torre altomedievale che sorgeva nei pressi dell’estremità occidentale del canale Caligo ed era stata probabilmente realizzata su una precedente struttura di età imperiale, si conserva il basamento quadrangolare, piuttosto diroccato, costruito con materiale romano di reimpiego, ovvero conci di pietra nella parte più bassa e, a seguire, corsi di mattoni. Il manufatto sembra essere l’elemento superstite di una coppia, dal momento che alcune mappe settecentesche indicano una seconda torre con lo stesso nome, ora del tutto scomparsa, al capo opposto del canale Caligo, in località Lio Maggiore. La costruzione superstite fino al XIV secolo era chiamata Turris de Plave e, secondo quanto riportato dalle fonti antiche, doveva avere una serie di esemplari simili collocati sulle rive del canale Revedoli (“torre da Fine”, “tor de Rodevol”), già distrutti nel XVI secolo. La torre, con funzione di controllo e avvistamento, deve sicuramente la sua importanza alla collocazione in un punto di snodo della navigazione retrostante i lidi, su percorsi attivi già in epoca pre-romana, potenziati all’inizio dell’età imperiale romana e coltivati nell’alto medioevo. Attraverso questa maglia di comunicazioni che utilizzavano i canali lagunari, passò il tracciato acqueo tra Ravenna, Chioggia e Caorle, in qualche modo parallelo alla via Annia, definito dalle fonti fossa Popilliola.
I ruderi di Torre Caligo attualmente visibili sono parzialmente invasi dalla vegetazione; quello che un tempo era l’ingresso principale, dalla parte della strada, è chiuso da una rete metallica a maglie larghe che consente di riconoscere anche nelle pareti interne, come sulla muratura esterna, i segni (croci, un piccolo tabernacolo, forse i resti di un altarolo ...) di una recente attenzione devozionale per l’edificio.

ACCESSIBILITA’

- Mezzi privati: in auto o in bicicletta, da Jesolo Lido raggiungere Jesolo Paese e, subito prima del ponte che conduce in centro imboccare sulla sinistra la strada che costeggia la riva destra del Sile (Piave Vecchia) in direzione delle valli Dragojesolo e Lio Maggiore;
- mezzi pubblici: autocorriere di linea dell’ATVO; in treno: stazione di S. Donà di Piave e autocorriere di linea dell’ATVO

FRUIBILITA’

- I resti della torre sono visitabili dall’esterno;
- la strada che conduce al sito e lo spazio circostante sono privi di barriere architettoniche